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Il c/c lo apro al supermercato

Immagine a corredo dell'articolo - Il c/c lo apro al supermercato - miaeconomia.leonardo.it (09/02/2010)

Al supermercato come in banca sara’ possibile effettuare pagamenti via cellulare oppure online, farsi accreditare lo stipendio e aprire un conto corrente. La rivoluzione di questi sistemi arriva grazie all’approvazione di un decreto della Banca d’Italia che permettera’ a nuove categorie di operatori di diventare mediatori.

Si tratta della piu’ diretta conseguenza dell’iniziativa legislativa adottata dell’Unione Europea, ed ora recepita anche dall’Italia, sulla Direttiva sui Servizi di Pagamento (2007/64/EC) che introduce nuove regole e nuove procedure indispensabili per completare la realizzazione dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro. Il tutto per la gioia dei correntisti che potranno contare sul fattore concorrenza per ottenere servizi bancari a costi piu’ bassi.
La Psd, infatti, non solo sta regolando i principali tipi di pagamento all’interno dell’Ue, come i bonifici, le modalita’ di trasmissione degli estratti conto e i tempi massimi di esecuzione dei pagamenti, ma ora spalanca anche le porte dei servizi di pagamento alle grandi catene dei centri commerciali, agli operatori telefonici o alle societa’ di trasporti o di distribuzione del carburante.
Nuovi operatori che potranno proporre ai clienti - per un vasto ventaglio di servizi di pagamento - offerte abbinate a un conto prepagato che potra’ essere utilizzato per i pagamenti via cellulare e Internet, ma che non dara’ comunque interessi sul denaro depositato. Questi conti, infatti, non sono stati concepiti come forme di deposito di denaro, ma come strumenti di pagamento che devono spingere sempre piu’ cittadini europei ad utilizzare sempre meno i contanti.
Il Decreto mette comunque dei precisi limiti e paletti: la Gdo, i gestori utilities e i gestori mobili non potranno infatti creare moneta elettronica e potranno operare solo dopo aver ottenuto l’autorizzazione di Bankitalia. Sara’ infatti l’istituto di via Nazionale a vigilare sugli “istituti di pagamento” (payment institution), i quali dovranno essere iscritti a un apposito albo e separare tali attivita’ dal proprio business classico.
Sara’ inoltre consentito loro fare credito per operazioni finalizzate agli acquisti, nel rispetto dei limiti fissati da Bankitalia. In particolare, la direttiva europea Payment Service, fissa in 150 euro il tetto di spesa che puo’ essere effettuato per ogni pagamento mediante il telefonino.
A beneficiare di questa nuova modalita’ di pagamento saranno soprattutto i servizi di biglietteria, da quelli relativi ai mezzi pubblici a quelli legati agli spettacoli, agli eventi sportivi, ai pedaggi. Ma ovviamente il sistema consentira’ anche di effettuare acquisti di prodotti e servizi di qualsiasi genere dal costo contenuto.
Ma come reagiranno gli italiani a questa novita’, considerando che nel BelPaese vengono ancora impiegati i contanti per circa il 90% delle transazioni? Non va, infatti, sottovalutato che attualmente in Itala si sta portando avanti una battaglia per convincere ancora sempre piu’ consumatori ad abbandonare il pagamento in contanti a tutto vantaggio. Ma si e’ ancora parecchio restii ad aprirsi all’utilizzo del denaro di plastica nel nome della praticita’ e della sicurezza.
Cosi’ come emerge dallo studio effettuato dall’Osservatorio Nfc & Mobile Payment della School of Management del Politecnico di Milano secondo cui il Mobile Payment in Italia e’ ancora in fase embrionale, sia in termini di diffusione tra gli utenti sia in termini di volume transato. Nel 2009 il valore delle transazioni, escludendo i contenuti digitali per Mobile come ad esempio, giochi, informazioni, musica o suonerie, non ha superato le poche decine di milioni di euro ed e’ stato generato, principalmente, proprio dalle donazioni e dalle ricariche del credito telefonico. Mentre l’sms continua ad essere la piattaforma piu’ usata (77% dei servizi analizzati).


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