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Sospensione dei mutui entro gennaio

Immagine a corredo dell'articolo - Sospensione dei mutui entro gennaio - miaeconomia.leonardo.it (24/11/2009)

Dall’inizio del prossimo anno le famiglie indebitate potranno tirare un respiro di sollievo: il presidente dell’Associazione bancaria italiana, Corrado Faissola, ha indicato la data per l’avvio della sospensione dei mutui.

In particolare, “il comitato esecutivo ha dato mandato a me e al direttore generale Giovanni Sabatini di definire con le associazioni dei consumatori i particolari e i dettagli per far partire l’operazione con decorrenza dal 1° gennaio 2010: se non sara’ il primo gennaio, al massimo sara’ il 15”, ha assicurato il numero uno dei banchieri italiani.
Va ricordato che la moratoria, annunciata lo scorso ottobre, prevede la possibilita’ di sospendere fino a 12 mesi i pagamenti per i mutuatari che abbiano subito negli ultimi tempi un evento sfavorevole (perdita del lavoro, cassaintegrazione, morte di uno dei componenti del nucleo familiare percettore di reddito). L’operazione rientra nel “Piano Famiglie” a sostegno dei rapporti di credito con le famiglie in difficolta’ a seguito della crisi.
Ora sul tavolo dell’Abi restano diverse questioni da sciogliere, tra le quali il modo in cui saranno recuperate le rate non pagate e l’armonizzazione con le altre misure simili gia’ adottate autonomamente dai singoli istituti finanziari.
Nella migliore delle ipotesi, le famiglie potranno presentare la domanda di sospensione dal primo gennaio, per ottenere poi lo stop a partire dai pagamenti di febbraio. Lla rata di gennaio sara’ infatti contabilizzata gia’ a dicembre.
Secondo stime bancarie, le famiglie interessate sono 110-120mila, per un valore complessivo di 8 miliardi di mutui residui.
Dati diversi arrivano, invece, dalle associazioni dei consumatori. Federconsumatori e Adusbef non solo stimano in circa 400.000 le famiglie che decideranno di usufruire di questa misura, ma chiedono anche una data piu’ ravvicinata per far partire la moratoria: ad esempio il 15 dicembre.
“La decisione deve essere attuata con estrema sollecitudine”, hanno ribattuto in una nota congiunta i presidenti delle associazioni Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, spiegando che “di fronte all’estrema difficolta’ in cui si trovano queste famiglie, tale provvedimento non puo’ e non deve rimanere sulla carta, ma e’ indispensabile che trovi applicazione immediata”.
Intanto va sottolineato che sul fronte dei mutui, il mattone che non riesce proprio a raffreddarsi. Anche nelle ultime settimane in Italia si e’ registrata, infatti, un’accelerazione delle concessione di finanziamenti alle famiglie da parte delle banche. A settembre - secondo i dati riportati dall’Associazione bancaria nel “Monthly Outlook” di novembre - il tasso di crescita tendenziale dei prestiti e’ stato del 3,6%, contro il +1,6% del settembre 2008.
Nel dettaglio, l’aumento dei finanziamento alle famiglie e’ avvenuto e sta avvenendo grazie alla riduzione progressiva dei livelli del costo del denaro: per il sesto mese consecutivo la Banca centrale Europea ha, infatti, lasciato i tassi invariati ancorandoli cosi’ dallo scorso maggio all’1%. E di certo ha inciso in maniera determinante sull’aumento delle domande di mutui anche il ribasso inarrestabile dell’Euribor. Il tasso interbancario a tre mesi, base di riferimento per gran parte dei mutui variabili, continua a restare sui minimi storici, intorno allo 0,75%.


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