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Fusione dolce per la Ferrero

Immagine a corredo dell'articolo - Fusione dolce per la Ferrero - miaeconomia.leonardo.it (21/11/2009)

La stampa britannica l’ha gia’ ribattezzato la guerra del cioccolato. Protagonisti da una parte l’inglese Cadbury, azienda alimentare famosa per le barrette inglesi al cioccolato ma soprattutto per le caramelle Halls, la bevanda Dairy Milk e le chewing gum Trident, marchi molto redditizi. Dall’altra il colosso americano Kraft, che ha lanciato un’offerta ostile da circa 17 miliardi di dollari.

Ma perche’ guerra del ciccolato? Perche’ gli altri protagonisti della vicenda sono Ferrero, inventore della Nutella e del Ferrero Rochet, l’americana Hershey, famosa per le barrette al cioccolato Kitkat e la svizzera Nestle’. Cadbury per non cadere nelle mani della Kraft ha bisogno di un cavaliere bianco, che si potrebbe concretizzare nell’azienda italiana. La Ferrero, infatti, in collaborazione con la Hershey, potrebbe decidere di lanciare una contro offerta per acquisire l'azienda inglese.

Da un punto di vista industriale l’operazione avrebbe senso. La Ferrero, quarto gruppo al mondo con ricavi oltre i 6,2 miliardi di euro, e’ concentrata nel settore dolciario della cioccolata. Cadbury, nel settore delle caramelle, ed e’ un gruppo con un giro d’affari di 5,4 miliardi di sterline all’anno, circa 6 miliardi di euro. Ma e’ anche gravato da pesanti debiti.
Dalla fusione nascerebbe un gruppo da 12 miliardi di ricavi l’anno, con risparmi stimati per 590 milioni di euro e ci sarebbe una perfetta complementarieta’ geografica. Ferrero sbarcherebbe in Gran Bretagna, la Cadbury sul mercato italiano, francese e tedesco dalla porta principale.

Cadbury e’ d’accordo, la fusione ha senso industrialmente. Quindi tutto fatto? In teoria si, solo che c’e’ un ma. Manca la volonta’ del fondatore. Il capofamiglia Michele Ferrero e’ intenzionato a mantenere l’indipendenza dello storico gruppo del cioccolato anche se i figli Pietro e Giovanni sono piu’ convinti nell’acquisizione del produttore di caramelle e gomme da masticare inglese. Quindi la partita la si gioca piu’ nel salotto della famiglia Ferrero che negli uffici dei manager. E se l’operazione non andasse in porto, c’e’ l’alternativa, la svizzera Nestle’



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