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Grecia e Spagna in tensione

Immagine a corredo dell'articolo - Grecia e Spagna in tensione - miaeconomia.leonardo.it (09/02/2010)

Dalla Grecia alla Spagna, forse al Portogallo o l'Irlanda. e poi chissa' chi ancora. La comunita' finanziaria internazionale da settimane e' in tensione perche' teme che i nodi della recessione stiano arrivando solo ora al pettine. La scorsa settimana i mercati azionari hanno pagato infatti i timori sullo stato di salute di paesi come Grecia e poi anche Spagna, Portogallo e Irlanda.

Pronto il piano di Atene
Da parte loro Atene e Madrid stanno cercando di rassicurare gli investitori sulla tenuta del debito pubblico, ma e' evidente che non sara' facile. Il piano del governo greco e' quello di portare il rapporto tra debito e Pil dal 125 al 3% nel giro di pochi anni.

Ma i greci dovranno pagare un prezzo altissimo. Il primo ministro Papandreou ha in mente una strategia di risanamento fatta di innalzamento dell'eta' pensionistica, un nuovo sistema di aliquote fiscali, congelamento dei salari e tagli alle indennita'.

Entro la settimana i particolari del piano saranno resi noti ma i sindacati sono gia' sul piede di guerra perche' il congelamento dei salari e' gia' stato attuato negli anni scorsi e non e' detto che anche le decisioni drastiche siano sufficienti a mettere al riparo la Grecia.

La Spagna sotto scacco
E poi la Spagna, che ora vede il governo di Zapatero affannarsi per cercare di calmare i mercati, alcuni esponenti governativi hanno ribadito: "Possiamo abbassare il deficit dall'11,4% al 3% per il 2013", ma anche qui la situazione si e' fatta durissima.

Il tasso dei disoccupati in Spagna sfiora il 20%, il doppio della media dell'area euro (ormai a quota 4,3 milioni di persone senza lavoro), nel 2009 il numero delle famiglie e delle imprese insolventi e' cresciuto addirittura dell'80%.

Non a caso il ministro dell'Economia di Madrid, Elena Salgado, e' ora a Londra con altri vertici economici del governo a parlare con la comunita' finanziaria della City. In agenda perfino un appuntamento con il quotidiano Financial Times, che nei giorni scorsi aveva avuto modo di commentare che il caso spagnolo rischia di essere "un dramma potenzialmente piu' ampio di quello greco".



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