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Al vaglio il minitaglio dell’Irap

Immagine a corredo dell'articolo - Al vaglio il minitaglio dell’Irap - miaeconomia.leonardo.it (06/11/2009)

Finanziaria in discussione a Palazzo Madama tra interminabili polemiche. Il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, ha incontrato le rappresentanze parlamentari della maggioranza che hanno riferito di possibili modifiche al testo già in Senato, forse con un’aliquota agevolata per il Sud e piu’ risorse alla sicurezza.

Ma sul fronte dell’Irap, la questione e’ ancora tutt’altro che risolta. Il numero uno di via XX settembre vorrebbe concedere solo la possibilità di piccoli interventi, come l’esclusione della tassa sulle perdite delle imprese, da introdurre poi alla Camera.
Una linea dura ribadita anche ieri sera dal vice ministro dell’Economia Giuseppe Vegas. “Sulle imposte - ha dichiarato - potrà essere rivista qualche stortura come la tassazione delle perdite nell’Irap o si potrà dare un sostegno a soggetti piu’ deboli, come le Pmi, ma restano dubbi sulla possibilità di una riduzione cospicua delle tasse in un momento come quello attuale perche’ appare difficile intervenire sulla spesa dei grandi comparti sociali”. Il concetto e’ chiaro: non bisogna farsi prendere dalla tentazione di una scorciatoia di un calo delle tasse senza le adeguate coperture.
Si tratta di un piccolo spiraglio alle sempre piu’ pressanti richieste di un taglio significativo della tassa che fa ben sperare comunque la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. “Abbiamo chiaramente evidenziato - ha detto a margine della VII Giornata della Ricerca - che in un momento difficile come questo, il taglio all’Irap e alle tasse sui lavoratori aiuta la ripresa. Stiamo attendendo di capire quale sarà la sua entità, ma e’ un inizio”.
Qualche novità potrebbe, invece, arrivare per gli affitti con l’introduzione di una “cedolare secca”. Ma anche in questo caso si andrebbe verso una misura soft e spalmata nel tempo, visto che in cassa i soldi sono pochi. In alternativa si pensa a un’aliquota sugli affitti al 23% per poi portarla gradualmente al 20% affiancata comunque anche da aiuti fiscali per gli inquilini.
Altro tema: il Mezzogiorno, con l’ipotesi di inserire in Finanziaria la norma del disegno di legge sulla Banca del Sud che prevede un’aliquota agevolata del 5% per gli impieghi.
Inoltre, tra gli emendamenti alla Finanziaria proposti dalla maggioranza e allo studio del governo c’e’ anche la proroga dello scudo fiscale al 30 giugno 2010, ma limitatamente al rimpatrio dei beni immobiliari e delle partecipazioni azionarie, di cui e’ piu’ complicato stabilire il valore. Prorogare i termini consentirebbe probabilmente a un maggior numero di contribuenti di aderire allo scudo per questi patrimoni, garantendo allo Stato ulteriori risorse per coprire nuovi interventi.
Intanto, a poco piu’ di un mese dalla scadenza dello scudo, secondo stime fornite dal Tesoro parlano di un gettito atteso che dovrebbe oscillare tra i 3 e i 4 miliardi di euro, frutto di rientri di capitali per l’80% e non di sole regolarizzazioni.
Considerando che l’aliquota e’ il 5%, si puo’ dedurre che i capitali scudati ammontino a 60-80 miliardi di euro. Una valutazione, poco al di sotto delle previsioni di banche e istituzioni finanziarie italiane e straniere che nei giorni scorsi avevano previsto un rientro di circa 100 miliardi di euro.
Intanto la Svizzera offre all’Italia di proseguire i negoziati sulla doppia imposizione fiscale, a patto pero’ che il BelPaese cessi la criminalizzazione nei confronti della Confederazione. “Non vogliamo essere sulla lista nera”, ha dichiarato il ministro dell’Economia elvetico, Doris Leuthard, incontrando il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola.


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