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LAVORO E PENSIONI » News pensioniLa bufera sui fondi pensioneDopo un anno dall’entrata in vigore della riforma pensionistica, il rendimento medio del 2008 dei fondi pensione di categoria, -3,75%, ha dato conferma della bontà del vecchio Trattamento di fine rapporto alle istituzioni e ai lavoratori i cui rendimenti sono certi e sicuri. Non a caso circa il 70% dei dipendenti ha optato per mantenere i propri contributi pensionistici in azienda. Un grande sostenitore della prima ora del la liquidazione lasciata a maturare in azienda è il professore Beppe Scienza, docente di Metodi e modelli per la pianificazione economica all'Università di Torino e autore de "Il risparmio tradito" (2005) e "La pensione tradita" (2007). “La maggior parte dei lavoratori ha capito cos'era meglio fare: pur avendo pochi strumenti a disposizione per valutare, le persone si sono rese conto di quale era la scelta migliore”, attacca subito Beppe Scienza, ribadendo ancora una volta le sue idee in merito ai fondi pensione. E prosegue affermando che "il grosso problema dei fondi pensione è la mancanza di trasparenza: la trasparenza è conoscere le operazioni che sono state fatte, sapere che cosa è stato comprato, avere un elenco completo dei titoli". Banche d'affari e consulenti dovrebbero dare evidenza delle operazioni finanziarie effettuate con i soldi dei lavoratori, comunicando titoli acquistati e relativi importi. Quindi, per Scienza, questa è la trasparenza che tutti i fondi comuni dovrebbero garantire ai propri sottoscrittori, soprattutto alla luce dei pesanti risvolti di questi giorni, dove i crolli in Borsa e i fallimenti di società del settore del credito sono all’ordine del giorno. Ma cosa possiamo pensare del futuro pensionistico dei giovani lavoratori? Scienza ha le idee molto chiare anche su questo: "Il futuro è imprevedibile, magari fra quarant’anni le cose saranno migliori di come si pensa ora. Qualunque previsione fatta nel 1920 sulla pensione percepibile nel 1960 sarebbe risultata sbagliatissima per difetto; lo stesso per una previsione nel 1940 della situazione del 1980; viceversa molte previsioni del 1970 per il 2010 sono risultate troppo ottimistiche. Le previsioni sono inaffidabili: si può essere pessimisti o meno, ma gli scenari catastrofici che sono ripetuti alla nausea sono soprattutto tecniche di vendita”. In effetti il panico in Borsa e i timori circa lo stato di salute del mercato del credito ha creato confusione e insicurezza in molti lavoratori e investitori, che si preoccupano solo ora di informarsi su come sono stati investiti i propri contributi, invece di informarsi in tempo utile. E infatti Scienza aggiunge con decisione: "Un concetto che mi preme sottolineare: per ottenere una rendita vitalizia non c’è bisogno di aderire a un fondo pensione o a un Piano individuale pensionistico. Ci si tiene il Tfr e, quando lo si incassa, lo si converte in una rendita vitalizia, liberi comunque di cambiare idea". Il bello è che pochi sono a conoscenza di questa possibilità, applicabile al momento della conclusione del trattamento di lavoro. Così facendo è possibile disporre secondo le proprie preferenze della liquidazione. Altri articoli da: LAVORO E PENSIONI › News pensioni
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