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A tavola un buco da 10 miliardi

Immagine a corredo dell'articolo - A tavola un buco da 10 miliardi - miaeconomia.leonardo.it (24/11/2009)

Inefficienze, speculazioni lungo la filiera agroalimentare e l’inganno del falso Made in Italy sono costate alle tasche degli italiani e alle imprese agricole oltre 10 miliardi di euro nel solo 2009. Una cifra immensa, che potrebbe essere recuperata garantendo un reddito equo agli agricoltori e acquisti più accessibili per le famiglie.

E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini al vertice della maggiore organizzazione agricola italiana a Napoli con gli imprenditori provenienti da tutte le provincie e regioni italiane per presentare le proposte per favorire la ripresa economica nelle campagne.

Per fare un esempio concreto, secondo l’analisi Coldiretti l'aumento dei prezzi per i prodotti alimentari è stato di oltre un punto percentuale (superiore alla media dell’inflazione), un aumento arrivato nonostante il calo di circa il 13% nei prezzi delle materie prime agricole. Solo per questo fenomeno le aziende agricole sono sotto pressione e spesso devono chiudere, con danni al sistema agroalimentare per 5,8 miliardi di euro nel 2009.

"A questi va aggiunto - prosegue la Coldiretti - il costo dell’inganno del falso Made in Italy, dovuto alla vendita di prodotti pagati come italiani senza esserlo per la mancanza dell’obbligo di indicare l’origine in etichetta, che vale ben 4,2 miliardi di euro per un totale di 11 miliardi che possono essere restituiti alle imprese agricole ed ai consumatori".

Il fatto che l’agricoltura sia l’unico settore in cui il valore aggiunto continui a diminuire nonostante l’inversione di tendenza del Pil nel terzo trimestre "è la conferma che la situazione di difficoltà del settore non dipende solo dalla crisi generale", ha sottolineato Marini. Che parla di un settore che sta subendo due furti: da una parte il furto di identità e di immagine che vede sfacciatamente immesso in commercio cibo proveniente da chissà quale parte del mondo come italiano, e dall'altra, il furto di valore aggiunto che vede sottopagati i nostri prodotti agricoli senza alcun beneficio per i consumatori.

"E’ questo il risultato - ha precisato Marini - dello strapotere contrattuale dei nuovi forti della filiera agroalimentare che hanno provocato nel 2009 una riduzione stimata del 5,2 per cento di valore aggiunto dell’agricoltura per una perdita complessiva di 1,5 miliardi".

Da qui la Coldiretti lancia una raffica di proposte, valutate a costo zero, non solo a favore della vendita diretta dei prodotti agricoli, ma anche chiedendo la conferma delle politiche pubbliche a favore del settore, un miglioramento del rapporto con gi intermediari, che ormai la fanno da padroni, per impedire che i prezzi dal campo allo scaffale crescano di ben cinque volte.



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