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Arriva il mediatore civile

Immagine a corredo dell'articolo - Arriva il mediatore civile - miaeconomia.leonardo.it (03/11/2009)

Si chiama “mediatore civile”, la nuova figura introdotta da un decreto legislativo, approvato dal Consiglio dei Ministri per la riforma del Codice Civile, che risolvera’ tutte quelle controversie civili e commerciali che affollano le aule dei tribunali: dalle liti di condominio a quelle con le banche e le assicurazioni, dai contratti tra aziende alle cause per l’eredita’ o per i danni provocati dal medico.

Ma, ora, grazie a questo professionista della conciliazione, sara’ piu’ semplice per le parti trovare un accordo prima di arrivare davanti al giudice: sara’, infatti, obbligatorio tentare di trovare una mediazione.
In pratica, il funzionamento della conciliazione e’ semplice, quanto efficace. Il mediatore avanza una proposta, entro un massimo di 120 giorni, contro i dieci anni canonici previsti in Tribunale. Se le parti l’accettano la lite si interrompe. Altrimenti si va in tribunale. E se il giudice fa propria la proposta del mediatore, la parte che l’aveva precedentemente rifiutata viene obbligata al pagamento delle spese processuali e legali anche della controparte oltre a tasse aggiuntive.
Nello specifico, la mediazione potra’ essere di due tipi: facilitativa, nel caso in cui le parti siano aiutate a raggiungere un accordo anche amichevole sul loro rapporto in funzione dei rispettivi interessi e aggiudicativa, quando viene proposta una risoluzione delle controversie distribuendo torti o ragioni.
Sara’ poi suddivisa in tre modelli: mediazione obbligatoria, facoltativa e demandata dal giudice.
Nel primo caso, la mediazione sara’ condizione necessaria per poter avviare un processo e riguardera’ un catalogo di situazioni in cui sono comprese le liti condominali, sulle locazioni, la responsabilita’ da colpa medica, i contratti bancari e assicurativi.
Nella mediazione facoltativa, invece, le parti scelgono liberamente la via della composizione stragiudiziale della lite.
Mentre in quella demandata dal giudice, quest’ultimo puo’ invitare le parti a risolvere il loro conflitto davanti agli organismi di conciliazione, quando la natura dalla causa e le risultanze dell’istruttoria lo suggeriscano. In questo caso il giudice dara’ 120 giorni di tempo alle parti per trovare una soluzione conciliativa.
Cosi’, entro quattro mesi di tempo, un milione di cause si dovranno chiudere o con una stretta di mano o con un arrivederci in tribunale. Il tutto nel nome della rapidita’ e del risparmio. O, almeno, questa e’ la speranza del Guardasigilli.
Per arrivare a risolvere le controversie civili fuori dalle cancellerie e dai tribunali, in tempi infinitamente minori, il governo ha infatti previsto un largo uso di incentivi, come il decreto d’imposta sulle indennita’ versate agli organismi di conciliazione e riduzione delle tasse di registro per chi utilizza il mediatore.
Come ha spiegato il ministro della Giustizia, Anegelino Alfano, ci vorranno circa 90 giorni per la piena operativita’ della riforma e per la creazione di un albo professionale dei mediatori che dovra’ essere formato da avvocati, ma anche da liberi professionisti che si associano per farne un’attivita’. Il registro dovra’, inoltre, indicare con precisione i requisiti e i titoli di studio necessari per l’esercizio di questa attivita’. Questa una nuova categoria professionale semi-privata, controllata dal ministro di Giustizia, sara’ dotata di piena autonomia per l’esercizio della propria attivita’, che potrebbe essere svolta in studi privati e remunerata secondo tariffe prestabilite, che mettano al riparo i contendenti dalle spese legali - talvolta elevatissime - che vengono richieste dagli avvocati.


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