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E il Garante dei prezzi si muove

Immagine a corredo dell'articolo - E il Garante dei prezzi si muove - miaeconomia.leonardo.it (03/11/2008)

La classica goccia che ha fatto traboccare il solito vaso non è certo di oggi, ma è sempre meglio che troppo tardi. Già, perché Antonio Lirosi, chiamato anche Mr Prezzi perché è il Garante per la sorveglianza dei prezzi, ha deciso di usare i suoi poteri e convocare direttamente i produttori e le imprese della grande distribuzione la prossima settimana, rispettivamente il 6 e 7 novembre le industrie produttrici e l'11 novembre i rappresentanti delle imprese della distribuzione commerciale.

Il tema? Lo scandalo infinito dei prezzi. La Coldiretti, ad esempio, fa notare che da inizio anno è stato registrato un dimezzamento del prezzo del grano che però non solo ha provocato una situazione drammatica nelle campagne, dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione, ma non ha neanche portato alcun beneficio ai consumatori di pasta che ha registrato aumenti vertiginosi del 32% a ottobre secondo l'Istat.

Ma la lista infinita della furbate a danno di agricoltori e cittadini è molto lunga. I dati di mercato dimostrano - denuncia la Coldiretti - che è in atto una evidente speculazione sui piatto preferiti dagli italiani con le quotazioni del grano che sono andate più giù della Borsa e oggi sono dimezzate dall'inizio dell'anno mentre la pasta di semola di grano duro è stata tra gli alimentari quella che addirittura ha visto i maggiori incrementi.

Quindi il 6 e 7 novembre cinque dei principali gruppi di produzione della pasta (che coprono circa i due terzi del mercato) incontreranno quindi singolarmente Mr. Prezzi al ministero dello Sviluppo economico per fare il punto e verificare le motivazioni dei rincari. Anche se i nomi dei produttori non sono stati resi noti, non è difficile immaginare che tra i gruppi figurino marchi del calibro di Barilla o De Cecco. Subito dopo, l’11 novembre, sarà la volta della grande distribuzione.

Il rapporto Ref per Ancc-Coop stima che, per effetto dei rincari, gli Italiani spenderanno solo per l'acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi di euro in più nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia. La pasta non accenna infatti a diminuire e ha raggiunto valori medi di 1,5 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole, nonostante il fatto che - sottolinea la Coldiretti - il grano duro sia oggi attorno ai 0,22 euro al chilo.

All'inizio dell'anno la pasta - incalza la Coldiretti - era a 1,4 euro al chilo mentre il grano a 0,48 euro al chilo e si è dunque verificato un progressivo ed ingiustificato allargamento della forbice dei prezzi tra produzione e consumo. Una situazione drammatica nelle campagne per il forte aumento dei costi di produzione, del 56% per i concimi necessari per fertilizzare il terreno, che sta mettendo in difficoltà - continua la Coldiretti - gli agricoltori italiani e il futuro delle coltivazioni Made in Italy con l'aumento della dipendenza dall'estero.

Il guaio è che la pasta è il piatto preferito dagli italiani con consumi medi procapite che in Italia sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiori a quelli di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiori a quelli di un giapponese. Le esportazioni di pasta nel mondo - conclude la Coldiretti - sono aumentate in valore del 46 per cento, con incrementi soprattutto nei paesi dell'Unione Europea (+50 per cento), dove si realizzano i due terzi del valore delle esportazioni, mentre sono quasi raddoppiate le esportazioni in Asia, che in valore ha quasi eguagliato il mercato americano, rimasto sostanzialmente stabile, nel primo semestre 2008 rispetto all'anno precedente.



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